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Associazione Culturale Sergio Fedriani

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Interventi in memoria di
Sergio Fedriani

giovedì 12 gennaio 2006
Siamo tutti qui insieme

Siamo tutti qui insieme, ancora una volta, con Sergio. E sappiamo che non è l’ultima volta. Sappiamo – almeno quelli di noi che hanno avuto il bene di frequentarlo personalmente, da amici – sappiamo bene che resterà con noi, dentro di noi, per il resto della nostra vita.

Questo non è un addio, dunque. È invece un momento per rinsaldare ulteriormente un’amicizia: con lui, e pure tra di noi – in nome suo, grazie a lui.

Per questo mi scuserete se voglio parlare un poco di Sergio non al passato, ma al presente. Non è un artificio retorico, è quasi una constatazione: senza parere, negli anni, lui ci ha dato talmente tanto che oggi è ormai, indiscutibilmente, anche un pezzo vivente di noi stessi.

Ora, non so se tutti coloro che sono qui dentro ne fossero amici o conoscenti diretti. Mi scuso di nuovo, pertanto, con chi lo conoscesse solo come artista. Però la maggioranza di persone qui dentro ha avuto la fortuna di conoscerlo come uomo e come amico – e la maggioranza, in democrazia, vince.

Allora, noi maggioranza abbiamo pensato di utilizzare questa occasione rovesciandone, in un certo senso, le premesse – con una mossa un po’ a sorpresa, che siamo certi piacerebbe anche a lui.

Oggi, insieme, vogliamo celebrare un rito di coesione sociale: per elaborare l’occasione di lutto, certo, ma anche per affermare – con Sergio e grazie a Sergio – che nella coesione sociale tutti noi crediamo fermamente.

Ecco, al di là di tutto quello che si può dire, e che pure si è detto, di Sergio Fedriani come artista e come uomo, noi, qui, oggi, vorremmo riaffermare la sua essenza profonda di artista e uomo sociale, generoso: che sa stare con gli altri, che ama stare con gli altri, che sopra ogni cosa ama l’arricchimento che deriva dallo scambio di esperienze umane, affettive, intellettuali.

Per questo, nell’occasione che lui ci offre oggi, abbiamo pensato di mettere assieme alcune tra le tante cose che piacciono a lui con alcune tra quelle che danno gioia a noi, per dar vita a un ennesimo scambio, un’occasione di condivisione, di riflessione, chissà, magari anche di crescita.

Ora ascolteremo insieme, insieme con Sergio, musiche e parole: qualche pagina di poesia e di prosa, e anche melodie e ritmi di epoche diverse, di diverse provenienze geografiche, in lingue diverse. Genova è o non è una capitale della multiculturalità?
Ecco, appunto. Ancora questo c’era da dire: il genovese Sergio Fedriani è un esempio del meglio della genovesità. Riservatezza, laboriosità, understatement – ma anche curiosità, vivacità intellettuale, disponibilità estrema nei confronti del nuovo, del diverso, pure dell’ignoto. Senza preconcetti, senza preclusioni.

E non solo nel sogno, come potrebbe risultare più evidente, ma nella realtà. (Anche se si può dire che l’esercizio costante della fantasia può allenare molto bene ad affrontare le sorprese che sempre riserva la realtà.)

Credo di non sbagliare, comunque, affermando che siamo tutti fieri di condividere con lui questa appartenenza a una razza mista, almeno culturalmente, come questa ligure e marinara: una razza non pura e immobile, per fortuna, ma meticcia e in continuo movimento. E una razza sognatrice, nondimeno, con tutto quel mare che ci si apre davanti!

La curiosità, la cultura, la pazienza, la quieta irrequietezza di Sergio Fedriani, caro compagno di strada, ci sono e ci saranno d’esempio nel futuro. E di questo non finiremo mai di ringraziarlo.

Ferruccio Giromini