Interventi in memoria di
Sergio Fedriani
sabato 14 gennaio 2006Un ricordoMi ricordo di voi quando venivate a trovare gli zii a Cervo.
Una volta, mentre mi cimentavo malamente con acquerelli e gelatine, Sergio mi diede alcuni consigli, in modo semplice senza alcuna superiorità.
Dopo il 1998, quando mi trasferii con Filippo in S.Maria di Castello, mi capitava sovente di incontrarlo in piazza Matteotti e di scambiare due chiacchiere. Era sempre molto gentile, di quella gentilezza attenta, niente affatto superficiale. Mi capitava anche di salutarlo mentre era seduto a chiacchierarare con qualcuno al bar Capitan Baliano.
Iniziai a incontrarlo davvero spesso quando venni a vivere dalle vostre parti. Durante i nostri colloqui , che potevano avvenire nell'ascensore di Montegalletto o sugli autobus che salivano per corso Dogali, sollecitato dalle mie domande, mi raccontava della Don Milani e del fatto che Piera ne fosse orgogliosa.
Più facilmente,però, il discorso cadeva sul nostro quartiere. Una volta parlammo del castello D'Albertis: era molto contento della sua riapertura e mi disse che "come amico del museo", si era impegnato affinchè diventasse un centro di promozione culturale.
Un'altra volta mi indicò la vostra casa e raccontò con rammarico di un grande albero che era stato abbattuto per far posto a un parcheggio.
Mi spiegò del passaggio dell'Orto Botanico a via Balbi che io non conoscevo.
Altre volte, soprattutto le ultime, il discorso cadeva sui figli: allora io gli raccontavo della piccola Natalia che cresceva, che avrebbe iniziato l'asilo...lui mi parlava con grande orgoglio di Chiara così in gamba, che gli dava tante soddisfazioni! Pur nella pacatezza che lo caratterizzava si percepiva il grande amore che percepiva per lei.Valeria Ghiron