Interventi in memoria di
Sergio Fedriani
martedì 10 gennaio 2006Sento di averlo ancora presente"La perdita di Sergio è una perdita per l'intera umanità": così Daniele e Nicoletta quando si erano sparse le prime allarmanti notizie sullo stato di salute di Sergio.
Queste parole hanno continuato a venirmi in mente in queste lunghe settimane quando notizie diverse si alternavano sulle condizioni di Sergio: in tutti questi anni in cui le vicende della vita ci avevano fatto perdere di vista, e negli occasionali e sempre rapidi incontri soprattutto con Sergio in Canneto, Banchi e dintorni, in cui ci scambiavamo sincere promesse di prenderci di lì a breve tranquille serate per chiacchierare di Chiara, di Daniele e Francesco, di noi e dele mille cose che ci erano successe, avevo pensato che tra noi c'era come una sorta di pausa, di intervallo al termine del quale il nostro discorrere sarebbe ripreso dal punto in cui lo avevamo lasciato sospeso. Credo che capiti di tutti i rapporti che si sono creati in una determinata fase della propria esistenza: la frequentazione fisica può allentarsi, dare anche l'impressione di svanire, ma il rapporto, la sintonia rimane e la musica, la danza, riprende appena la vicinanza si ristabilisce; essendo cresciuti insieme in un tratto della nostra esistenza, in un qualche modo uno rimane comunque dentro l'altro.
Questo, più o meno, il legame con Sergio (...ma anche con te Piera, con Enrico, con Mauro e così via...)ma le parole di Daniele mi hanno fatto capire che Sergio era ben di più; lo era per Daniele (non mi ero reso conto fino a che punto Sergio fosse entrato nel cuore di quello che era allora un bambino prima e un ragazzino poi), ma lo era per una comunità infinitamente più ampia, l'umanità di cui diceva Daniele, per tutte le tantissime cose che aveva creato, i sogni che attraverso le sue opere continuano a parlarci e sembrano nostri.
Non credo di avere mai incontrato nella vita una persona come Sergio, in cui il mondo interiore e l'esperienza di vita rifluissero continuamente e così in armonia dall'uno all'altra, arricchendo tutti coloro che Sergio avvicinava, e tutto questo parla anche adesso in ogni tela, in ogni cartone, in ogni cartolina anche di semplici auguri natalizi.
Così la memoria di Sergio può essere anche dolce e blanda: quando lo sapevo per Genova, con te, con Chiara, i comuni amici. non sentivo di poterlo perdere.
Ora che lo ho perso, sento di averlo ancora presente...davvero quelli che noi crediamo morti, sono soltanto andati avanti...Giovanni Marras