Interventi in memoria di
Sergio Fedriani
giovedì 12 gennaio 2006Ho visto la faccia di SergioStamattina ho visto la faccia di Sergio con i capelli biondi lunghi e ho riconosciuto vostra figlia Chiara e poi ho visto altre facce… giovani, e addolorate, che mi hanno inevitabilmente ricordato i loro genitori. Poi questi genitori sono arrivati e a fatica li ho riconosciuti. E’ ovvio sono passati quasi trent’anni, poi hanno salutato Sergio e li ho ritrovati nelle voci, negli atteggiamenti e gesti. Perché quelle persone, che non mi hanno riconosciuta, le ho perse? Ascoltandole ho capito la risposta e infatti ho preferito restare invisibile.
Del resto ci tengo che tu sappia che, nonostante che non ci siamo mai più frequentati, ogni volta che ho ricordato la mia tesi di laurea, il mio ultimo anno a Bologna, ho sempre sentito molto affetto nei tuoi confronti: tu mi hai aiutato a laurearmi! Quando tre giorni fa ho saputo di Sergio, mi ha addolorato, oltre la notizia in sé, non poterti confortare. Ecco ho capito che Sergio e tu e altre persone mi siete sempre mancati. Senz’altro con voi vicino sarei stata migliore. Ma così è la vita, pare.
Sergio ha avuto una buona vita, ha fatto il lavoro che gli piaceva, che ha scelto perché sapeva riconoscere le proprie emozioni, così, semplicemente, tenacemente e dolcemente, com’era nel suo temperamento; ha avuto te e Chiara e tanti amici e affetto.
Troppo presto se ne è andato lasciando un vuoto tremendo. Sono molto triste. Dico una cosa banale ma è proprio così: era una parte della mia giovinezza, su quell’indimenticabile pulmino dei Carabinieri.Luisa Felletti